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Cinque curiosità su Napoli e il loro vero significato
5 fatti curiosi e particolari da condividere

Ecco cinque curiosità su Napoli e il loro vero significato, 5 fatti curiosi e particolari che potresti non conoscere ma che sono veramente interessanti. La città partenopea è ricca di storia ma anche di miti e leggende. Napoli si accende di luci e colori in occasione del Natale, ancor più di tutto l’anno. Camminare per le strade di San Gregorio Armeno, con i suoi artigiani, veri artisti del Presepe, è una magia natalizia senza pari. Ma scopriamo insieme cinque aneddoti che vorremmo condividere con te su Napoli.

Ecco la prima curiosità. Partiamo dal nome. Napoli, che significa ‘città nuova’ è anche chiamata città partenopea. Ma perché? Chi era Partenope? Partenope, come ci narra Esiodo, era una sirena, secondo la mitologia greca. Partenope, insieme ad altre due sirene, Ligea e Leucosia, vengono battute nel canto da Orfeo e per la dolore si buttano in mare, dove vengono trasformate in scogli. Indovinate dove naufraga il corpo di Partenope? Nel luogo in cui oggi sorge Castel dell’Ovo. Cosa significa? E’ chiaro come questa città abbia origini greche che ben si evincono dal suo mito di fondazione.

 

Le altre curiosità su Napoli e il loro significato

Castel dell’Ovo è protagonista invece della seconda curiosità su Napoli. Sai perché il castello che si adagia nel golfo di Napoli si chiama proprio così? Castrum Ovi ha a che fare proprio con un Uovo. Un’antica leggenda vuole che il poeta latino Virgilio avesse nascosto nelle segrete dell’edificio un uovo magico che avrebbe tenuto in piedi l’intera fortezza. Ma ingenti disastri sarebbero nati con la sua rottura, sia per il castello che per l’intera città. La leggenda era così sentita che nel 1300, al tempo della sovrana Giovanna I, il castello subì un crollo parziale e per evitare che la popolazione si impaurisse, la regina giurò di aver sostituito l’uovo. Questa curiosità ci evidenzia due cose: il legame della città anche con le origini latine (Virgilio), la grande fragilità (quella di un uovo) di una città che nasce tra due grandi vulcani, il Vesuvio e i Campi Flegrei.

Napoli è una città a specchio. La terza curiosità riguarda la Napoli nascosta, quella del sottosuolo. Sai che il suo sottosuolo coprirebbe un’area di 2km quadri? Ed è ancora una zona da esplorare nella sua totalità, perché ad oggi è noto poco meno di un chilometro soltanto. La sua profondità varia da 20 a 40 metri. Ma da cosa è costituita Napoli sotterranea? Da una grande rete di cunicoli, acquedotti, gallerie e spazi utilizzati dall’uomo durante i vari secoli: dall’era preistorica a pochi anni dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Ma perché la Napoli sotterranea è stata realizzata? I cunicoli sono stati scavati soprattutto per ricavare materiale da costruzione: il prezioso tufo con cui è costruita la città sovrastante. Ma le cinque curiosità su Napoli e il loro vero significato non finiscono qui.

 

Napoli e la curiosità di Natale

Veniamo alla curiosità natalizia: perché San Gregorio Armeno è la via dei presepi? Zona della città conosciutissima per tutti gli appassionati della rievocazione della Natività a statuine e perché no, per chi è a caccia di un regalo di effetto last minute per Natale è da sempre associata all’artigianato votivo. Ma perché? Già in epoca romana i devoti alla dea della fertilità e delle messi Cerere, che in questa via aveva un tempio dedicato, erano soliti omaggiare la divinità con statuette in terracotta, realizzate dagli artigiani di San Gregorio Armeno. Ecco il motivo storico della Via dei Presepi. Dal re Carlo III di Borbone in poi l’artigianato locale e l’arte presepiale ebbe un impulso grandissimo fino ai fasti che conosciamo oggi.

La quinta curiosità riguarda l’opera scultorea più conosciuta della città e una delle più famose al mondo, ovvero il Cristo Velato. Opera in marmo di Giuseppe Sanmartino, ha sempre goduto della fama di pera alchemica. Si diceva, infatti, che fosse frutto di un processo di “marmorizzazione” compiuto dal principe di Sansevero. La curiosità svela come il principe Raimondo di Sangro fosse ritenuto alchimista e dedito a esperimenti di oscura nomea. In realtà “Il Principe” era una personalità estremamente eclettica e poliedrica, ricca di cultura, ma anche uno scienziato e artista, si interessò di chimica e idrostatica, di tipografia e meccanica, raggiungendo risultati che apparvero “prodigiosi” ai contemporanei.

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