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Cinque curiosità sui portici di Bologna
Il cinquantottesimo sito Italiano Patrimonio Unesco

Come non associare Bologna ai suoi meravigliosi portici? Adesso sono anche patrimonio Unesco. Ecco cinque curiosità sui portici di Bologna.

La Dotta, la Grassa, la Rossa, i tre soprannomi della città emiliana ben evidenziano le qualità peculiari: l’università, la cucina e l’architettura. Ma gli elementi che la contraddistinguono, i più famosi, oltre alle sue torri, sono proprio i caratteristici portici. Vi sveliamo alcune curiosità su di essi.

Cinque curiosità sui portici di Bologna

I portici più estesi al mondo. E’ facile identificare Bologna con i suoi portici: tutti insieme i porticati misurano in lunghezza più di 38 chilometri solo nel centro storico mentre raggiungono i 53 km contando quelli fuoriporta. Altri ne contano addirittura 60 km complessivi.

Patrimonio Unesco. Il comitato dell’Agenzia delle Nazioni Unite riunito a Fuzhou, in Cina ha annunciato l’iscrizione al patrimonio mondiale dell’umanità. Adesso l’Italia vanta ben 58 siti protetti. Un vero record.

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Una suggestiva immagine dei portici di Bologna

I record tra i portici. Il portico più largo è quello trecentesco della basilica di Santa Maria dei Servi in strada Maggiore. Il portico più alto è quello del palazzo dell’Arcidiocesi di Bologna, in via Altabella, quasi di 10 metri. Quello più stretto, di soli 95 cm di larghezza (una porta di casa, praticamente), si trova in via Senzanome, nel quartiere Saragozza. Il portico più lungo è invece quello di San Luca, con i suoi 3 796 metri di lunghezza, ed è anche il portico più lungo al mondo.

I portici di quercia. Non solo di pietra, i portici di Bologna vantano anche costruzioni medioevali come quella di Casa Isolani in Strada Maggiore. Il portico, sorretto da altissime travi di legno (circa 9 metri) fu eretto intorno al 1250. Le travi sono in legno di quercia e sostengono lo sporto del terzo piano dell’edificio.

Perché a Bologna ci sono i Portici? I portici di Bologna nacquero in maniera spontanea, probabilmente nell’alto medioevo, come un’estensione di edifici privati su suolo pubblico per aumentare gli spazi abitativi. Poi si trasformarono in un vero e proprio spazio sociale protetto dalle intemperie.

A noi è venuta proprio la voglia di viaggiare e di farci una bella passeggiata sotto questi splendidi manufatti bolognesi. A voi no?

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