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Cinema,  Cultura,  Televisione

Gigi Proietti: cinque curiosità sul grande showman
Il mattatore è scomparso esattamente 80 anni dopo la sua nascita

Ha fatto ridere generazioni di Italiani, ed ora porterà il suo sorriso tra gli angeli. E’ scomparso proprio nel giorno in cui avrebbe compiuto 80 anni. Gigi Proietti, era un’icona del mondo dello spettacolo, un mattatore della scena, un simbolo dell’Italia.

Doppiatore, attore, regista, cabarettista, cantante, Gigi era questo e tanto, tantissimo altro. Era nato in una data molto singolare, il 2 novembre, e su questo dato lui aveva spesso scherzato. Diceva ironicamente: “Che dobbiamo fa’? La data è quella che è, il 2 novembre”. Il sipario si è chiuso così sulla scena di grande uomo, un grandissimo signore, chiuso per sempre per l’aggravarsi dei problemi cardiaci.

Ma sapete proprio tutto su Gigi Proietti? Scopriamolo insieme! Ecco cinque curiosità sul grandissimo showman romano scomparso oggi.

 

Cinque curiosità su Gigi Proietti

 

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Gigi Proietti: ecco cinque curiosità sul grande showman
  • Luigi Proietti, la cui famiglia era originaria di Amelia in provincia di Terni, era figlio di Romano Proietti e Giovanna Ceci. Visse a Roma fin da piccolissimo. Si iscrisse a Giurisprudenza alla Sapienza ma non si laureò, perché abbandonò gli studi a pochi esami dalla laurea tanto voluta dal padre. Proietti dichiarò che “Frequentavo la facoltà di Legge perché a quel tempo il futuro agognato da un giovane come me, che veniva dalla periferia romana, era l’impiego fisso. Mio padre, che faceva l’impiegatuccio, ripeteva “piove o tira vento, prendi lo stipendiuccio e la tredicesima”. Ma quando gli si chiedeva se il mondo avesse perso un avvocato rispondeva «E meno male, beati voi! Sarei stato un disastro».
  • Era un grande appassionato di musica e suonava la chitarra, il pianoforte, la fisarmonica e il contrabbasso. La sua carriera di cantante era tutt’altro che marginale. Gigi Proietti da cantante pubblicò ben 11 album, 4 raccolte e 15 singoli. Realizzò anche alcune collaborazioni in dischi altrui e con il Trio Melody (Gigi Proietti stesso, Peppino di Capri e Stefano Palatresi) partecipò al Festival di Sanremo 1995, quando presentò la canzone Ma che ne sai… (…se non hai fatto il piano-bar).
  • Il suo amore per la recitazione e il cinema nacque molto presto, tanto che già a 14 anni Proietti fu scritturato come comparsa nel film Il nostro campione, diretto nel 1955 da Vittorio Duse. Ma occorreranno ben 9 anni per vederlo di nuovo sul grande schermo in Se permettete parliamo di donne del maestro Ettore Scola, del 1964, dove il suo fu più che altro un cammeo.
  • E’ stato il compagno dal 1967 alla morte di un’ex guida turistica svedese, Sagitta Alter, dalla quale ha avuto due figlie: Susanna e Carlotta, anche loro attrici. Della sua vita privata non si sa molto di più in quanto era riservatissimo. Anche i suoi problemi cardiaci sono stati resi noti solo dopo la sua morte. Tra cinema e tv ha recitato in più di ottanta tra film e sceneggiati. Ha partecipato a più di 20 programmi tv, ha scritto quattro libri e ha doppiato più di 50 film. Come attore e regista teatrale è stato in quasi 100 produzioni. Per non parlare di ospitate e spot tv. Lo ricordiamo negli ultimi ruoli: come conduttore nella serata di inizio di Matera come capitale della cultura 2019, come narratore in Ulisse e Meraviglie di Alberto Angela. Ma anche giudice di Tale e Quale Show e giornalista col pallino per l’investigazione in Una pallottola nel cuore. Infine gigante buono Mangiafoco nel Pinocchio di Garrone.
  • La sua vicenda artistica si intreccia indissolubilmente al ruolo di Maresciallo dei Carabinieri. E non parliamo solo del famoso Maresciallo Rocca, fiction tv che lo vide protagonista dal 1996 al 2008. Il suo battesimo di fuoco e il suo vero primo ruolo, per una strana casualità, è proprio quello di un maresciallo dei carabinieri.

 

Gigi Proietti: ecco le cinque curiosità sul grande showman scomparso.  Sembra una curiosa coincidenza, che gli avrebbe sicuramente strappato un sorriso dei suoi, il fatto che sia morto esattamente 80 anni dopo la sua nascita, il 2 novembre, giorno in cui si commemorano i morti.

Un ultimo colpo di scena di un grandissimo maestro italiano.

 

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